Un anno di robotica

Il robot violinista di ToyotaSono ormai diversi anni che le ricerche nel campo della robotica si muovono non solo nella direzione dello sviluppo di tecnologie ad uso produttivo/industriale, ma esplorano anche nuove ipotesi di applicazione, comprese quelle tradizionalmente patrimonio della fantascienza classica: robot da compagnia (come l’ormai celebre ASIMO di Honda), aiutanti domestici, sostituzione degli esseri umani in lavori ad alto rischio o impossibili per l’uomo e via fantasticando.
La rivista Scientific American ha pubblicato un interessante articolo che riepiloga le iniziative più significative dell’anno appena trascorso, come l’edizione 2007 del DARPA Urban Challenge, i test della NASA per valutare la possibilità di impiegare un robot chirurgo nelle future missioni su Marte o, cambiando completamente contesto, il robot violinista di Toyota raffigurato in foto. L’articolo è consultabile a questo indirizzo.

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Robot infiltrati fra… gli scarafaggi!

Roboroach La popolare rivista SCIENCE ha pubblicato, nell’ultimo numero, i risultati di una ricerca sul comportamento collettivo degli insetti nella quale (e questo è il lato interessante per i tecnomani doc) sono stati impiegati con successo dei mini-robot. Per comprendere le dinamiche sociali del “simpatico” imenottero, infatti, un gruppo di ricercatori della Free University of Brussels ha progettato dei piccoli robot, studiati per imitare il comportamento degli scarafaggi. Obiettivo del team, capitanato dal professor Jose Halloy, era appunto quello di studiare i comportamenti aggregativi di questi insetti, che tendono a organizzarsi in gruppi spontanei nei quali non esiste un vero e proprio leader.

Roachesandrobots
Inizialmente “snobbati” dalle blatte, i robottini (che come si vede dalla foto non hanno alcuna somiglianza con gli scarafaggi) sono stati successivamente accettati, previa “annaffiatura” con feromoni di blatta. La simulazione, a quanto pare, ha avuto successo, tanto è vero che i robot hanno dimostrato comportamenti del tutto analoghi a quelli degli insetti: nel momento, ad esempio, di scegliere fra due ripari, uno più luminoso e uno più buio, gli scarafaggi hanno scelto il secondo nel 75% dei casi, mentre gli automi hanno optato all’85% per la stessa possibilità.
Per verificare quanto i robot fossero effettivamente stati accettati nella società, il team li ha poi programmati per scegliere il riparo più luminoso. Risultato: il 61% del gruppo “misto” ha scelto il ricovero più luminoso.
La cosa più interessante è che, nel 39% dei casi, i robot hanno scelto il riparo buio, anche se programmati per preferire l’opposto, dimostrando una sorta di primitiva “coscienza autonoma”.
Insomma, siamo piuttosto lontani dal celebre “Io, robot” di Asimov (e dalla discutibile pellicola ricavata dall’opera del maestro della fantascienza), però forse, anche se come effetto collaterale, questa ricerca ci avvicina un pochino di più al giorno in cui i robot conviveranno realmente con gli umani…

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