1 Aprile 2008 - 02:00Manfrynotebook e subnotebook
Dopo le compagnie aeree, dopo i costruttori di automobili e dopo il successo dei sub-notebook, è arrivato finalmente il tempo del low cost nel campo informatico. La notizia arriva direttamente dall’India dove un’industria emergente ha progettato un nuovo notebook dalle caratteristiche interessantissime ma dal prezzo ridicolo. Un portatile no-frills che ha una configurazione di tutto rispetto. Equipaggiato con le nuove CPU CH.EA.T prodotte dalla stessa SwindleTech che ha ideato il portatile, questo nuovo modello assicurerà un’autonomia di ben 8 ore. Il prezzo è di 50€ a cui bisogna aggiungere le spese di spedizione, mentre la versione da 17″ avrà un prezzo di 100€. Se volete maggiori informazioni o se non vi è chiaro il contenuto di questo post, potete cliccare qui.
Più potenza di calcolo, prestazioni video migliorate e accesso alle applicazioni incrementato del 20 per cento. Intel ha ufficialmente annunciato i processori ‘doppio nucleo’ di seconda generazione per computer laptop, MacBook compresi. Una generazione di fenomeni, a giudicare dalle caratteristiche che contraddistinguono i nuovi chipset. Frequenze di clock superiori, con a bordo l’Express 965 che promette prestazioni video eccellenti e, dulcis in fundo, un rinnovato comparto Wi-Fi, mediante il nuovo protocollo 802.11AGN, che consente una ricezione più definita. Il nuovo chipset di Intel comprenderà, inoltre, anche la recente tecnologia per la sicurezza vPro. I processori dual core di seconda generazione sfrutteranno una tecnologia di costruzione a 65 nanometri, mentre le velocità varieranno dai 1,66 GHz fino ai 2,44 GHz. Più potenza per tutti?
Il mondo dell’informatica sta assistendo a cambiamenti radicali. Il caro e vecchio hard disk presto lascerà il posto ai più veloci e potenti SSD (Solid State Drive).
E’ una notizia che circola già da qualche tempo, ma che solo nei giorni scorsi le grandi aziende hanno ufficializzato: il CeBIT di Hannover, conclusosi da poco, è stato l’occasione ideale per consegnare alla storia i dischi rigidi e proporre al grande pubblico i dispositivi di memoria del futuro in grado di contenere una notevole mole di dati e informazioni sensibili. I tempi sono maturi e le memorie a stato solido oggi competono senza fatica con i dischi tradizionali più veloci e, in più, hanno da parte loro dimensioni e peso da record: per gli SSD, infatti, i tempi di accesso in lettura e scrittura si aggirano sui 67 Mb/s, come avviene per i normali hard disk.
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