OLPC in Italia? Per Negroponte è una buona idea!
Si torna a parlare di OLPC (One Laptop Per Child, un portatile per ogni bambino), il rivoluzionario notebook a basso costo/consumo ideato da Nicholas Negroponte e sviluppato al ’suo’ M.I.T. Medialab, e questa volta incredibilmente l’argomento è associato all’Italia.
Sì, perché Negroponte in persona, in un’intervista riportata e commentata da Adn Kronos, nel presentare la sua ‘creatura‘ a Firenze, ha affermato che il nostro Paese potrebbe rivelarsi un ambiente ideale in cui promuoverne l’adozione.
Eh già, caro Nicholas, la tua non è una cattiva idea, a noi italiani piacerebbe proprio poter partecipare alla rivoluzione che hai innescato con il tuo portatile. Un portatile la cui interfaccia è stata definita da Business Week la prima rivoluzione nell’interfaccia utente dei computer dopo il Macintosh nel 1984, ma la cui rivoluzione non si ferma all’estetica, anzi si manifesta ancora di più nelle sue ‘interiora‘ e nell’utilizzo. Un portatile che ha dato involontariamente il via a una nuova ‘razza’ di notebook a basso costo incentrati sulla compattezza di peso e dimensioni, sull connettività wireless, sul basso consumo energetico e sul contenimento dei costi (anche grazie all’adozione di un sistema operativo e di software Open Source e gratuito). Di questa nuova razza, infatti, sta spopolando anche da noi un degno discendente, l’Asus EEE PC (che tra l’altro è stato collegato, in un simpatico esperimento documentato fotograficamente su Flickr, proprio a un OLPC con cui ha ‘dialogato’ allegramente). Un portatile che ben si adatterebbe alla situazione ‘da terzo mondo informatico-tecnologico‘ del nostro Paese, all’assenza di infrastrutture telematiche nelle zone di provincia e di strutture informatiche nelle nostre scuole, all’analfabetizzazione digitale che rischia di sommergerci continuando ad affondare nel vortice di una diffusione soprattutto ‘commerciale’ e per niente culturale-didattica dell’informatica e di Internet.
Per approfondire: Negroponte: “L’Italia introduca per legge il mio computer per bambini” (Adnkronos Cybernews)