L’ennesimo acronimo sta per Hybrid Digital e non per High Definition. Non è alta definizione, dunque, visto che non c’è ancora il confronto con la precisione del segnale analogico, ma di certo Sony ha fatto un notevole passo avanti con questo nuovo ‘giocattolo hitech’ a tecnologia ibrida. Una radio digitale che riceve anche in modalità FM/AM, con schermo LCD che visualizza, oltre alle informazioni tradizionali, anche i titoli dei brani trasmessi ‘on the air’. Ma non solo: la Sony XDR-S3HD è anche radiosveglia, e oltre al prevedibile timer vi offre un cavo speciale per collegare un lettore MP3 e riprodurre la vostra musica preferita attraverso l’elegante altoparlante in legno di ciliegio. A parte il look un tantino retrò, la nuova radio da tavolo (o comodino) di Sony sembra avere tutte le carte in regola per trasmettere ore di musica FM con la magia del digitale! Portate pazienza ancora un pò, perchè la nuova radio HD sarà in tutti i negozi specializzati il prossimo luglio.
Di sequenze video dedicate a ‘effetti domino‘ se ne sono viste molte, sul Web, ma per un geek (o un fan della Mela, come i nostri cugini di Apple Pla.Net) è sicuramente imperdibile quella mostrata nel filmato che vedete qui sotto. E a quanto pare anche gli autori si sono lasciati prendere dall’entusiasmo, viste le urla di giubilo che si sentono nella sequenza finale. C’è da chiedersi chi avrà pagato i danni
Non è la prima volta che i prodotti Apple ispirano scopiazzature di ogni sorta. Ora, a giudicare da forma e sistema di navigazione, questo Creative Zen “Stone” sembra essere particolarmente ispirato al nuovo iPod Shuffle. Basteranno gli angoli stondati e l’aspetto luccicante (effetto dovuto alle plastiche utilizzate) per mascherare il goffo travestimento da ‘nuovo prodotto’? Andiamo, signor presidente Sim Wong Hoo, è vero che di guerre a colpi di brevetti ne avete vinte tante voi di Creative, ma adesso state proprio esagerando! O magari, dietro alla miriade di lettori MP3 (anzi, DAP) sfornati ogni giorno, ci sono accordi ‘ufficiosi’ di mercato? Voi che ne dite?
Più potenza di calcolo, prestazioni video migliorate e accesso alle applicazioni incrementato del 20 per cento. Intel ha ufficialmente annunciato i processori ‘doppio nucleo’ di seconda generazione per computer laptop, MacBook compresi. Una generazione di fenomeni, a giudicare dalle caratteristiche che contraddistinguono i nuovi chipset. Frequenze di clock superiori, con a bordo l’Express 965 che promette prestazioni video eccellenti e, dulcis in fundo, un rinnovato comparto Wi-Fi, mediante il nuovo protocollo 802.11AGN, che consente una ricezione più definita. Il nuovo chipset di Intel comprenderà, inoltre, anche la recente tecnologia per la sicurezza vPro. I processori dual core di seconda generazione sfrutteranno una tecnologia di costruzione a 65 nanometri, mentre le velocità varieranno dai 1,66 GHz fino ai 2,44 GHz. Più potenza per tutti?
Il momento delle DDR3 è arrivato e i produttori di schede madri non hanno perso tempo nel presentare nuovi modelli che adottano queste nuove memorie. Anche Asus, ovviamente ha inserito nella sua ampia gamma di modelli la nuova P5K3 Deluxe, che come tutte le altre motherboard ‘Deluxe’ è equipaggiata con ogni ben di Dio. Basata sul nuovo chipset Intel P35, la P5K3 Deluxe ha 2 slot PCI-Express 16x, 3 slot PCI, 2 PCI-Express x1 e 6 connettori S-ATA, una scheda audio integrata 7.1 con tanto di uscita ottica, due schede di rete Gigabit e un connettore HDMI.
Nel corso di una dimostrazione alla stampa, tenutasi a Monterey in California, AMD ha presentato un prototipo funzionante di computer a 8 core. Il sistema è basato su due processori di classe Agena FX (direttamente derivati dall’Opteron ‘Barcelona‘), che al momento sono gli unici quad core ‘reali’ (ricordiamo infatti che il Core 2 QX6800 Extreme di Intel è in realtà costituito da due CPU dual core assemblate). Nella stessa occasione è stata offerta anche una dimostrazione del nuovo stream processor di AMD, che dovrebbe vedere una prima implementazione nel prossimo anno all’interno del progetto Fusion (una soluzione ibrida CPU - GPU per il mercato mainstream).
A prima vista sembra una normale penna a sfera… e infatti lo è! Ovviamente, come tutte le tradizionali biro, scrive su normalissimi fogli di carta, ma non si limita solo a questo: la Digital Pen di Epos, infatti, comunica in modalità Wireless con una ‘chiave‘ USB che memorizza tutto quanto scriviamo o disegnamo. Tutto il testo elaborato con la Digital Pen potrà poi essere riportato su un computer ed elaborato con uno dei tanti software per il riconoscimento dei caratteri (OCR). La distribuzione commerciale di questo nuovo gadget tecnologico è prevista per il mese di giugno, e ci permetterà di memorizzare fino a un massimo di 512 Mb di dati restando in contatto con la chiave USB fino a dieci metri di distanza. Il prezzo del prodotto si aggira intorno agli 80 dollari e in futuro Epos ha già previsto di aumentare lo spazio di memoria disponibile. Questo tipo di tecnologia non è del tutto nuova, infatti già aziende note come Logitech si sono cimentate nella realizzazione di penne ‘ottiche’ e ‘digitali’ ma con risultati non molto soddisfacenti.
Ricordo ancora l’anno del terremoto a Taiwan, un evento sismico fra le cui conseguenze vi fu un aumento spropositato nel prezzo delle RAM. Allora, per 64 MB di memoria bisognava sborsare cifre che superavano le 300.000 lire. Sono passati quasi otto anni da allora e oggi, come mai prima d’ora, il prezzo delle memorie è estremamente basso. Sono rimasto molto sorpreso quando, spulciando tra i listini dei miei fornitori abituali, ho notato il prezzo delle DDR2 667 di marche come Kingston o Corsair mantenersi sotto i 40 euro IVA compresa.
Nel Vecchio Continente molti utenti, dopo le recenti notizie, attendevano l’offerta di PC con Linux preinstallato da Dell. Decisa ormai la distribuzione, che sarà l’apprezzatissima Ubuntu, una nuove, triste notizia ha però soffocato l’entusiasmo dei possibili acquirenti europei: a quanto pare, per il momento, Dell non ha intenzione di commercializzare questi PC Linux nel nostro mercato, limitando quindi l’offerta ai soli Stati Uniti. Questo non significa che non vedremo mai, in Europa, i tanto attesi PC Dell-Linux, ma che ci sarà solo da attendere. E’ un vero peccato, vista la maturità raggiunta da Ubuntu è molto importante vedere come reagirà il mercato, sperando di poter avere finalmente una valida alternativa ai sistemi Windows.